Sopravvivere alla didattica a distanza universitaria?

Un decalogo da mettere in pratica subito.

Bentornati lettrici e lettori, oggi Riflessione Scomposta sullo studio online, con alcuni consigli per sopravvivere alla didattica a distanza.

Per chi non mi conosce, sono G. e sono una lettrice accanita, blogger nel tempo libero e ricercatrice di professione. Da qualche anno tengo un corso all’università e, come molti di voi, svolgo le mie attività online da ormai due anni.

Questo periodo è complesso e lo sappiamo tutti molto bene. L’università è online da ormai quasi due anni. Ci sono stati periodi in cui siamo tornati in presenza ma, per la maggior parte del tempo, siamo stati in didattica a distanza.

Come sopravvivere a questo sistema? Che siate studenti o dottorandi o ricercatori, ho preparato per voi alcuni consigli sotto forma di un Decalogo. Sono strategie che uso personalmente (e che certe volte dovrei usare di più) e che credo utili anche per voi.

Quindi? Let’s jump in!

1. Gestite il calendario in modo produttivo ma anche positivo

Forse avrete sentito parlare più volte di “Calendar Blocking” o di altri strumenti per gestire il tempo in modo produttivo. Al di là dei potenziali strumenti esistenti, il mio suggerimento è quello di utilizzare quello che fa maggiormente al caso vostro, sia esso una agenda cartacea o elettronica. Il tema, però, è USARLO per davvero, in tutte le sue potenzialità e in maniera intelligente. Non tanto collettore di appuntamenti, la vostra agenda può diventare il punto di riferimento per non perdersi tra attività e tasks ma anche tra materiali e links (scusate il parallelismo italiano-inglese). Tre strategie operative:

  • RENDETE SMART L’AGENDA: ad ogni impegno che scrivete aggiungete tutte quelle informazioni che possono esservi utili per un riferimento rapido. Per esempio il tema della lezione, il link alla lezione stessa, il link al materiale didattico, etc.
  • PROGRAMMATE I VUOTI IN ANTICIPO: gestite in agenda non solo le ore dove avete lezioni, riunioni o seminari ma anche le “ore buche”. Un’ora vuota passa in un attimo se non avete preventivamente pensato cosa fare. Meglio programmare in anticipo le attività ed essere già pronti. Mettiamo, per esempio, il caso che vogliate fare una passeggiata. Ora che: decidete l’attività, vi mettete le scarpe, magari vi cambiate i pantaloni, cercate le chiavi di casa e siete pronti ad uscire, sono passati 30 minuti. Se, invece, la sera prima avete già preparato sulla scrivania tutto avrete impiegato solo 10 minuti al massimo per prepararvi e potrete godervi una passeggiata rilassante.
  • POSITIVITÀ: integrate un po’ di positività nella vostra routine! La produttività c’è solo se siete sereni e se ogni tanto vi divertite. Ovviamente diventa complesso se non possiamo uscire o se siamo in un loop di 8 ore di lezione. Allora alcuni trucchi: tenete la vostra passione a fianco e concedetevi 10 minuti di stacco non produttivo (giocate ad un videogioco? leggete un capitolo di un fantasy?), costruite una giungla sulla scrivania con fiori e piante, riempite di stickers la vostra agenda. Qualunque cosa purché vi faccia sorridere.
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2. Preparate quello che vi serve con anticipo! Anche gli snack

Oltre a preparare le attività in anticipo preparate anche il materiale che vi serve: libri, penne, quaderni, ma anche acqua e snack. La didattica a distanza purtroppo rischia di lasciarvi indietro se perdete dei pezzi. Un secondo consiglio è quello di dare una scorsa al materiale didattico in anticipo o almeno di stampare le slides, in modo da sapere già a grandi linee di cosa tratterà la lezione e da non dover perdere troppo tempo a scrivere tutto. Infine, mi collego al punto successivo: non abbiate paura di chiedere una pausa o di fare una domanda!

3. Non abbiate paura! Fatevi vedere e fate domande

A lezione, i docenti capiscono dalle vostre facce se vi stanno perdendo o se la lezione è interessante. Online questo è molto più complesso: non riusciamo mai a capire se seguite, se ci siete o se stiamo parlando da soli. Tante volte, poi, perdiamo di vista l’orario e ci scappa la pausa caffè. Siamo umani anche noi! Quindi non abbiate paura di farvi vedere, di fare domande e anche di chiedere una pausa quando non ce la fate più. I docenti (quelli bravi, almeno spero) non vedono l’ora di sentire il vostro punto di vista e di fare delle lezioni un po’ più interattive. E, soprattutto, ricordate che non ci sono domande stupide. Forse troverete qualche docente “vecchia scuola” che non apprezza tutto questo, potrebbe succedere, ma sempre più i professori (anche di una certa età) sono contenti di vedervi e sentire il vostro punto di vista: impariamo anche noi. E credo che questa emergenza abbia insegnato molto a riguardo, anche ai docenti “vecchia scuola”.

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4. Non solo studio e produttività: prendetevi delle pause ludiche

Questo è forse uno dei consigli più importanti: non studiate (o lavorate) e basta! Quando siete in facoltà potete anche farlo perché avete dei momenti di svago “naturali” in cui per esempio scambiate due parole con un collega prima della lezione e durante, andate a pranzo insieme oppure prendete un aperitivo. Nella didattica a distanza, invece, questi momenti diventano nulli. Il mio consiglio è quindi di ricrearli, per esempio facendo una conversazione parallela con alcuni compagni prima o dopo la lezione, oppure creando dei gruppi di studio o semplicemente uscendo all’aperto 10 minuti (anche semplicemente affacciandovi alla finestra).

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5. Prendete una boccata d’aria alla finestra o sul balcone o in giardino

Se avete un giardino sarete abbastanza fortunati da sfruttarlo, immagino, ma per chi non lo avesse: utilizzate i momenti di vuoto per uscire all’aria aperta e al sole. La vitamina D non è mai necessaria quanto in questo periodo! Sapete, poi, che per cambiare l’aria di una stanza le finestre dovrebbero stare aperte almeno 10 minuti ogni due, al massimo tre ore? L’aria viziata (dicevano giustamente le nostre nonne e mamme) porta mal di testa e scarsa concentrazione. Non sarà mica il momento di auto-sabotarvi, no?

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6. L’opportunità di approfondire: la magia di Internet con un però…

Stare tutto il giorno al computer è stancante. La voglia di approfondire è limitata, anche per noi (secchioni). Dopo ore passate online tra riunioni, lettura di articoli e lezioni, la voglia di continuare a stare al pc per approfondire ulteriori aspetti è nulla. Esiste un però: mai come in questo periodo abbiamo l’opportunità di partecipare ad eventi formativi a cui non avremmo mai potuto assistere: dirette su Facebook, seminari fatti all’altro capo del mondo a cui non avremmo mai potuto accedere.

Anche qui, però, c’è tanta “fuffa”: eventi che pubblicizzano contenuti fantastici ma che poi si rivelano per essere poco utili. Il mio consiglio, allora, richiama il punto 1 di questo decalogo: fate un piano. Tra tutte le possibilità, scegliete al massimo un seminario a settimana (o ogni due settimane), verificate bene chi lo sponsorizza, chi sono le persone che parlano e decidete quale o quali non potete assolutamente mancare. Gli altri: lasciateli perdere.

Se, invece, avete trovato del materiale che volete assolutamente leggere (e questo è un consiglio per tutti i dottorandi all’ascolto): stampatelo, comprate l’e-book, cercate la risorsa su MLOL o su altri servizi bibliotecari digitali e portatelo in giardino o sul balcone. Alla peggio: aprite le finestre e leggete appoggiandovi sul davanzale! Ancora meglio: trovate la versione audio (per alcuni libri esiste) e ascoltatelo mentre fate un giro.

Dovete capire come bilanciare la vostra voglia di approfondire con la sanità mentale! Oppure…

Maninlibri_Hobonichi_Planning_2020
La mia Agenda Hobonichi 2020

7. Sfruttate i ritardi dei docenti a vostro vantaggio

Capita che il docente sia in ritardo. Capita che debba spostare e annullare una lezione (magari all’improvviso) o che si arrivi in ritardo perché la riunione o lezione precedente si è protratta. Capita anche che il professore debba andare un attimo in bagno (come vi dicevo siamo umani)! Che fare? Non avete certamente potuto pianificare questo momento! Nessun problema, se avete vicino a voi un po’ di quel materiale che volete leggere oppure se avete un libro al fianco o un’altra passione che non vi richiede troppo tempo. Potete anche sfruttare questo momento per verificare le vostre risorse di acqua e cibo, magari per preparare in anticipo il pranzo o per migliorare l’organizzazione della giornata o di quelle successive.

Io, in genere, tengo un libro al mio fianco, come vi racconto nel consiglio numero 8…

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8. La vostra passione al vostro fianco

Che sia il sudoku, il cucito, la lettura o i videogames, tenete la vostra passione a portata di mano. Ma ATTENZIONE! Mettete un timer, altrimenti il rischio è quello di perdervi al suo interno. Quando capita che ci sia un ritardo, io faccio due cose: recupero le mail da leggere (se è mattina e quindi ho ancora delle energie) oppure mi dedico ad una delle mie passioni (se invece sono stanca o ho bisogno di uno svago). Scrivo un articolo per il blog (come in questo momento) oppure ho qui di fianco a me il libro che sto leggendo in questo momento.

Se per voi sono i videogiochi: benissimo, anche io ne vado matta ma mettetevi un timer.

9. Flessibilità

Potete essere le persone più organizzate al mondo e avere previsto ogni minuto della giornata (cosa che non consiglio, solo le ore e per macro-categorie). Che fare se qualcosa va storto? Se magari mi sveglio con il mal di testa o se non ho energie? Credo che non mi sia mai capitato così spesso come in questo periodo di non essere all’altezza dei miei piani. E allora? PAZIENZA: SIATE INDULGENTI CON VOI STESSI. La flessibilità è la parola d’ordine in questo periodo difficile.

Se perdete una lezione non è un dramma: in genere i docenti registrano o sono disponibili per un colloquio personale al ricevimento (che non sfruttate molto mai, ma che invece è un’ottima risorsa).

Siate pronti a prendervi una mattinata libera se non siete in forma: uscite e andata all’aria aperta, dormite un’ora in più, dedicatevi ad un buon libro o ad una playlist rilassante. Prendetevi il tempo che vi serve con una attenzione: se non state bene evitate i videogiochi o stare su Instagram tutta la mattina perché non aiutano. Quando poi vi siete ripresi, ecco che vi consiglio di dedicare 10 minuti del vostro tempo a ripianificare.

Fatevi un bel caffè, o un tè, sedetevi con la vostra agenda e ricollocate le attività che avete perso.

10. Declutter e ordine per la sanità mentale

Non c’è niente di peggio che avere una scrivania piena di cartacce e di resti di cibo del giorno prima! Non me lo dite: io sono una persona disordinata di natura ma, devo ammettere, che quando lo spazio in cui sto tutto il giorno è pulito, profumato e vuoto sto decisamente meglio. La mia mente riesce a concentrarsi di più e sono molto più motivata. Il mio trucco: mettere a posto la sera e spegnere i computer. Non lo faccio sempre, anche io sto lavorando su questo aspetto, ma quando lo faccio il giorno dopo parto sempre con molta più energia.

Photo by Andrew Neel on Pexels.com

E voi? Quali sono i vostri trucchi per sopravvivere alla didattica a distanza? Fatemelo sapere nei commenti se vi va. A questo link trovate il Decalogo di Sopravvivenza alla DAD universitaria da scaricare gratuitamente.

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