I preferiti di Marzo: libri “pensierosi”

Poiché questo è il grande segreto, noto a tutti i sapienti dei nostri tempi: il mondo intorno lo creiamo noi stessi con i nostri pensieri, e ogni giorno lo rinnoviamo”. Le nebbie di Avalon, vol. I

Bentornati lettrici e lettori in questo spazio scomposto e spettinato.

Ho fatto una nuova programmazione per il blog che mi entusiasma molto e che spero potrà accompagnarci per molto tempo!

Post più corti, più utili e più frizzantini per darvi qualche consiglio di lettura e di produttività, nel campo della ricerca accademica e dello studio universitario. Per chi non mi avesse mai letta, benvenuti, io sono G. e sono una ricercatrice universitaria che divide il suo tempo tra il lavoro universitario, la passione per una lettura scomposta e senza filtri e una piccola peste di un anno e mezzo.

Pubblico articoli qui e su Instagram una volta a settimana con consigli di lettura “scomposti” e consigli su come sopravvivere nel mondo accademico. Link a lato.

Oggi un articolo, di riscaldamento, sui preferiti del mese di Marzo: 3 libri che mi hanno in qualche modo colpita e su cui ho qualcosa da dire. Non sono necessariamente i migliori tre o tre nuove uscite ma, piuttosto, libri che mi hanno semplicemente incuriosita, in positivo o in negativo.

Questo mese ho letto sette libri e sono stata abbastanza fortunata perché tutti mi hanno, in qualche modo, colpita. Ma i tre di cui vi parlo oggi sono Cecità di José Saramago, Finché il caffé è caldo di Toshikazu Kawaguchi e Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley. Il tema che li accomuna è che sono tutti libri che mi hanno fatto riflettere. Let’s go.

Cecità di José Saramago

Mai libro fu più adatto per questo periodo di pandemia! Ne avevo già sentito parlare come di un libro distopico che porta a riflettere e, finalmente, mi sono lasciata incuriosire dalla trama. Il libro segue le avventure (tragiche) di un gruppo di persone che si ritrovano loro malgrado compagni di sventura: un medico oculista, la moglie, una ragazza con gli occhiali scuri, un anziano con un occhio solo, un ragazzino e pochi altri che si ritrovano improvvisamente ciechi, di una cecità corposa e bianca, che sembra colpire chiunque, senza una ragione precisa. Il gruppo di persone, primi ad essere contagiati, si trovano letteralmente deportati e confinati in un vecchio manicomio dove nessuno può entrare. L’esercito controlla e circonda l’area, con un grilletto molto facile.

Cosa mi ha colpito:

  • geniale l’uso della scrittura, un flusso continuo dove il discorso diretto si mescola con i pensieri e con le azioni senza altro segno di punteggiatura che la virgola e il punto;
  • rilevanti le figure femminili, qui la donna è vittima e carnefice, sostegno e debolezza in una complessità a mio parere non banale;
  • i personaggi non hanno nomi, come se l’identità si fosse perduta con la perdita della vista;
  • cruda la violenza e, a tratti, un po’ fastidiosa ma obiettivamente necessaria.

Leggetelo se:

  • vi piacciono i libri che intendono raccontare la natura umana
  • vi piacciono i libri che non fanno sconti a nessuno
  • vi piacciono i libri con figure femminili importanti

Non leggetelo se:

  • vi dà molto fastidio la violenza

Finché il caffé è caldo di Toshikazu Kawaguchi

Libro carino di evasione: non un libro imperdibile ma uno svago interessante. Il racconto, che è abbastanza breve, si sviluppa all’interno di un bar sui generis: siamo infatti in un locale piccolo, senza finestre, posizionato in un seminterrato (chissà perché poi io me lo vedevo ben illuminato…) dove però si sta sempre bene, al fresco in estate e al caldo in inverno. In questo caffé c’è una sedia e c’è un fantasma: la sedia ti permette di viaggiare nel tempo, il fantasma…. non si capisce benissimo perché sia li, se non ad occupare quella sedia quasi per tutto il tempo.

La premessa è intrigante, peccato che poi il libro sia, a mio parere, una ottima occasione un po’ sprecata: i personaggi sono un po’ banali e troppo sentimentali per i miei gusti. Però l’idea c’è e mi ha fatto riflettere: sarei disposta io a sottostare alle numerose regole per andare indietro o avanti nel tempo? Quali sono i motivi più “giusti” per fare un viaggio nel tempo? E poi, esistono dei motivi “giusti”?

Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley

Sarà che era il suo momento, sarà che l’ho letto in contemporanea al libro Calibano e la Strega di Silvia Federici (per le Letture Stregate di Ilenia Zodiaco) ma questo libro si candida per diventare uno dei miei preferiti di sempre. Siamo nel genere fantasy, in particolare, all’interno del ciclo arturiano. Il libro, abbastanza lungo e diviso in due volumi, porta però il punto di vista di Morgaine (che noi conosciamo meglio come Morgana).

Al di là della storia e del punto di vista, entrambi fantastici, mi hanno colpito:

  • il racconto della società al contorno e della progressiva sostituzione dei riti e delle credenze locali con la dilagante religione cristiana;
  • il ruolo delle donne, detentrici di una conoscenza profonda sulla natura e sulla vita che mi ha immediatamente fatto fare il collegamento con il saggio della Federici, in contrasto con il “nuovo ruolo” femminile che la religione cristiana ha portato avanti. In questo abbiamo le sacerdotesse di Avalon contrapposte a Gwenhwyfar (Ginevra);
  • la conclusione che mi ha commossa, non dico di più.

… il mondo è cambiato. Una volta un viaggiatore di buona volontà, con la conoscenza di qualche segreto, poteva spingere la prorpia barca nel Mar dell’Estate e arrivare non a Glastonbury dai monaci ma all’Isola Sacra di Avalon, giacché all’epoca i cancelli tra i due mondi si confondevano nelle nebbie ed erano sempre aperti per l’uomo saggio e determinato. Poiché questo è il grande segreto, noto a tutti i sapienti dei nostri tempi: il mondo intorno lo creiamo noi stessi coon i nostri pensieri, e ogni giorno lo rinnoviamo”.

Le nebbie di avalon, vol 1, mario zimmer bradley

Per questo mese è tutto (mi sono fatta violenza per restare sintetica) ma potete venirmi a trovare su Goodreads e su Instagram per continuare a discutere di questi libri. Sarei anche felice di leggere qui sotto i vostri commenti ma anche di avere una chiacchierata più personale via mail. Insomma contattatemi se vi va.


Che ne pensate di questi libri? Li avete letti? Anche a voi hanno fatto riflettere? Vi anticipo che il prossimo post sarà pubblicato a breve e che sarà una sfida all’ultimo voto tra due libri che hanno fatto molto parlare ultimamente!

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